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L’Isola di Rodi

Rodi (dal greco “rhodos”, rosa) è – con i suoi 1398 kmq – la quarta tra le isole greche e la più grande tra quelle dell’arcipelago del Dodecaneso, di cui è anche il capoluogo amministrativo.
L’ isola dista quasi 20 km dalla costa turca ed ha una struttura orografica essenzialmente montuosa, presentando anche diversi promontori come quello meridionale di Prassonisi e quelli di Lardos, Kinas e San Minas.
Il monte più alto è l’Attavyro (1215 mt.), meta di suggestive escursioni.

Rodi era famosa nell’antichità soprattutto per il suo omonimo Colosso, considerato una delle sette meraviglie del mondo. La statua in bronzo, che probabilmente si trovava all’ingresso del porto, era alta 31 metri e rappresentava il dio Helios, la divinità che secondo la leggenda si sarebbe unita alla ninfa Rhoda, generando l’isola.
Abitata sin dal neolitico, Rodi ha ricevuto influenze minoiche e micenee ed Omero la cita come una delle città greche che inviarono una flotta navale nella guerra di Troia.
Sottoposta ai bizantini nel IV secolo, fu occupata dagli arabi nel 654, poi – nel XIII secolo – divenne protettorato veneziano, fino a che fu conquistata dai Cavalieri di San Giovanni che ne fecero un fiorente centro culturale; l’ordine dei cavalieri dovette cederne il controllo agli Ottomani nel 1523. La dominazione ottomana durò fino al 1912, mentre a partire dalla prima guerra mondiale furono gli italiani a governarla fino al 1942, dopodichè nel 1948 fu definitivamente assegnata alla Grecia.

Rodi è attualmente divisa in 10 comuni. Ben collegata via mare al Pireo, ad Atene, alle maggiori isole delle Cicladi ed a Salonicco, ha un clima temperato con estati calde e temperature massime che spesso arrivano a 40 gradi, mentre gli inverni sono piuttosto freddi; in linea generale la costa orientale tende ad essere più calda, mentre quella occidentale è maggiormente interessata dai venti.